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| Sabato con Andrea Zorzi e Cass Pennant |
| Update ( 10/07/2010 ) | |
![]() Il pallavolista della nazionale italiana e l’ex hooligan del West Ham in visita ai Mondiali Antirazzisti
La kermesse dei Mondiali Antirazzisti volge quasi al termine, e vede nella giornata del sabato la giornata più partecipata ed animata, sia sui campi da gioco che nelle attività e nei dibattiti. Concluso il girone eliminatorio del campionato di calcio, si delineano gli aspiranti vincitori del torneo: passano tra gli altri i Liberi Nantes, la squadra di rifugiati e richiedenti asilo che milita nel campionato dilettantistico di Roma, Mediterraneo Antirazzista, la rappresentativa del quartiere Zen di Palermo, l’Asì Es mi Futbòl, compagine di Lucca tutta sudamericana impegnata nel mantenere vivo il ricordo dei desaparecidos, e Sahara Saharawi, squadra mista di italiani e ragazzi Saharawi ospiti in Italia per un programma di gemellaggi. Molto partecipati i dibattiti della giornata: nello spazio Kalakuta – con la moderazione di Luisa Morgantini - si è ascoltata la testimonianza dei Combattenti per la pace, l’israeliana Liri Mizrachi e il palestinese Ashraf Khader, due amici, incontratisi per caso, che hanno deciso di condividere con tutti la possibilità di scoprire che “l’altro” non è così diverso da se stessi, anche in guerra, e lo fanno attraverso dei giochi di ruolo che fanno “vestire i panni” del “nemico”. “Si chiama il “teatro dell’oppresso – spiega Mizrachi – sceglievamo un posto negli insediamenti e mettevamo in scena una performance in cui alcuni militari israeliani, devastati dall’esperienza nell’esercito, vestivano i panni dei soldati palestinesi, e i soldati palestinesi vestivano i panni di quelli israeliani, con grande coinvolgimento emotivo della popolazione civile”. Ospite “d’eccezione” sabato ai Mondiali è stato Andrea Zorzi, pallavolista della nazionale italiana negli anni ’80 e ’90 e più volte campione olimpico, che è attualmente impegnato in “Tracce di Sport”, una tournée in camper in giro per l’Italia per presentare i diversi volti dello sport, professionistico o dilettantistico, e per evidenziare la valenza sociale di questo strumento. Il viaggio – iniziato il 6 giugno – si conclude proprio all’interno dei Mondiali Antirazzisti. “Questo è un luogo di sport, dove lo sport viene declinato nella sua forma aggregativa – dichiara Zorzi – visitando questi luoghi mi sembra di percepire la semplicità con cui lo sport viene vissuto: nella pallavolo, nel basket e nel calcio, con tutto il suo valore sociale”. Tema molto diverso, ma altrettanto sentito dai partecipanti ai Mondiali, il dibattito sulla Tessera del tifoso, organizzato dai gruppi ultras presenti. Ospite d’onore del dibattito Cass Pendant, celebre hooligan inglese del West Ham che, arrestato negli ’70 per la sua attività negli stadi, ha iniziato a riflettere e a scrivere sulla realtà del tifo come specchio della classe popolare. “Il calcio deve far parte della società, il tifo è un patrimonio della classe lavoratrice perché è da essa che nasce – afferma Pennant – mentre i provvedimenti che si stanno attuando adesso allontanano la gente dal calcio, lo fanno diventare un business per persone abbienti. Se i tifosi delle varie squadre si uniscono e fanno sentire la loro voce in maniera intelligente, questo processo si può fermare”. “Io non condivido la violenza nel tifo – continua Pennant – ma non bisogna dimenticare che il tifo è lo specchio della società, non una suo problema, e che l’aspetto sociale e quello calcistico sono strettamente collegati”. Per finire, una nota di colore: i Red Zombies – ultras tedeschi storici partecipanti ai Mondiali Antirazzisti – hanno fatto una cospicua donazione all’organizzazione, perché una componente del loro gruppo, sposatasi da poco con un ragazzo francese conosciuto proprio durante la manifestazione, ha chiesto di devolvere ai Mondiali i soldi della la sua lista di nozze. |

