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Mondiali Antirazzisti 2018

Mondiali Antirazzisti 4-8 luglio 2018 Bosco Albergati – Castelfranco Emilia (Modena) More »

Macerata: una giornata di antirazzismo

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I Mondiali vivono negli occhi e nei cuori di tutti quelli che li sentono nel profondo.
C’eravamo anche noi a Macerata, negli occhi e nei cuori di molti che con le loro squadre non solo a luglio si dilettano a tirare 4 calci ad un pallone, che fanno dell’antifascismo e dell’antirazzismo militante un fatto quotidiano.
Grazie a Francesco Mazzanti (Hic Sunt Leones Football Antirazzista) per questo bel racconto che in piccoli flash ci racconta una giornata e per le sue foto (abum completo).

“Ritornato ai giardini Diaz dopo la manifestazione è stato davvero assurdo leggere i titoli dei giornali italiani. Tutti avevano l’impressione di aver assistito a una grande manifestazione, a un bellissimo gesto di solidarietà nei confronti delle vittime da parte di cittadini determinati a ribadire che il razzismo non può e non deve avere spazio tra le mura delle nostre città. Però si percepiva la preoccupazione che il messaggio non fosse riuscito a passare. Ora, per fortuna, molti giornalisti e attivisti hanno già raccontato la verità della manifestazione al di là delle strumentalizzazioni, spiegando benissimo l’importanza d’esserci stati. Annalisa Camilli su Internazionale, Leonardo Bianchi su Vice, l’Ambasciata dei diritti Marche e Wu Ming su Giap.

Io, seppur marchigiano, non tornavo a Macerata da anni e i giardini Diaz li avevo sempre visti con poche persone, quasi deserti. Ora al nostro arrivo (da Bologna, con il pullman organizzato dal Tpo) il piazzale è pieno di striscioni e bandiere. Sono quasi le 14,30 ma si capisce che si dovrà aspettare un po’ prima di partire: è l’occasione per guardarsi intorno e vedere le bandiere dei circoli Anpi “ribelli”, gli studenti di Macerata, i centri sociali di Napoli, le Brigate di solidarietà attiva. Uno striscione dice che “l’unica risposta è il meticciato”. Dal basso del piazzale, guardando verso la terrazza ci sono teste di partecipanti, curiosi e media che fotografano la marea umana che pian piano cresce sempre di più.

Alle 15,30 finalmente si paWeb-9rte e si comincia il giro delle mura da Porta Montana. Il centro storico di Macerata è blindato e non è possibile accedervi: ogni piccolo ingresso è presidiato da forze dell’ordine. Così ci ricordiamo della tensione che si respira in città quando il rumore di un elicottero della polizia copre i nostri discorsi. Scuole chiuse e trasporto pubblico interrotto dalle 13,30 per ordinanza comunale, molti commercianti hanno addirittura chiuso i negozi. Una città di provincia, “marginale” rispetto alle narrazioni e alle vicende politiche nazionali che, di colpo, si ritrova al centro. Sotto gli occhi di tutti. E questa è stata la reazione. Il corteo invece è in festa, io mi muovo ai lati andando su e giù per vedere altri spezzoni e per fare fotografie. Su viale Trieste è possibile mangiare pizza e kebab, le uniche due attività aperte incontrate nel nostro percorso. C’è una fila incredibile.

Proprio di fronte allo Sferisterio ci giriamo a salutare e ad applaudire un balcone pieno di persone dove è esposto uno striscione che recita “No to racism”, ci sono anche dei cuori rossi gonfiabili stile San Valentino. Ci fotografiamo a vicenda e mi viene in mente la frase che sta scritta sullo striscione che con determinazione portano avanti i ragazzi della Polisportiva Autside di Rimini: “per trasformare la paura in coraggio”. E ce n’è davvero bisogno.
Superato lo Sferisterio proseguiamo su viale Leopardi, l’ultimo rettilineo prima di chiudere il cerchio e di tornare ai giardini Diaz. Si inizia a sentire il freddo e le colline intorno alla città sono avvolte da una fitta nebbia. Dietro di me il collettivo Nonunadimeno intona cori goliardici e provocatori.
L’arrivo è a Piazza Garibaldi, e lì incontro Adam, un amico della Costa d’Avorio conosciuto ad Ancona durante la prima esperienza di Casa de nialtri. Adam era uno degli occupanti e adesso è riuscito a trovare un lavoro con il Gus (Gruppo Umana Solidarietà) di Ancona. Oltre a ringraziarmi più volte come se fosse merito mio abbiamo parlato della manifestazione, del razzismo e di come combatterlo. “Vedi – ha detto prima di salutarmi – quelli come Traini non sono mai usciti dal loro quartiere e hanno fatto vincere la paura. Anche in Costa d’Avorio c’è razzismo verso i bianchi ma, in fondo, siamo tutti sulla stessa barca”. “

Ilaria Cucchi donna dell’anno

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Ilaria Cucchi​ nominata donna dell’anno da D – la Repubblica, per il suo impegno a favore del diritto alla giustizia per tutti.

Durante l’edizione dei Mondiali dello scorso anno, abbiamo avuto il piacere di avere Ilaria con noi e di conferirle la Coppa Invisibili.
Normalmente questa coppa viene assegnata a quelle persone o realtà sociali che per motivi diversi non possono partecipare ai Mondiali.
Quest’anno siamo finalmente riusciti a consegnarla a chi dopo anni di “invisibilità” ha vinto la sua battaglia: riuscire a ottenere giustizia per il fratello Stefano, morto nel 2009 mentre era in custodia cautelare a causa di un pestaggio della polizia. Dopo anni di negazioni della verità, di infangamento perfino della famiglia Cucchi, di medici e carabinieri assolti, giustizia viene fatta con una sentenza nel luglio del 2017.
Ilaria è una donna forte e determinata che in questi anni ci ha lasciato testimonianze forti ed emozionanti. Lo ha fatto anche sui nostri campi dando il calcio di inizio e dal palco dove ritirando la coppa ci ha ricordato l’importanza di continuare a combattere, la necessità di affermare i propri diritti, di non smettere di cercare verità e dignità per le persone.

Questa coppa non poteva andare in mai migliori, Ilaria ha sempre dichiarato “Continuerò a dar voce a tutti gli altri Stefano di cui nessuno sentirà mai parlare, per regalare ai miei figli, e ai figli dei sopraffattori, la speranza di crescere in una società più giusta. Senza più vittime della discrezionalità del potere. Senza più famiglie private della libertà di vivere privatamente il lutto dei loro cari”.
Grazie Ilaria, il tuo sorriso e la tua forza ci da la speranza di continuare a sperare in un mondo migliore e di continuare sempre a battersi contro le discriminazioni, anche quando tutto il mondo sembra contro.

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