M. Quinti - Shoot4Change

Iscrizione torneo di calcio

Sono aperte le iscrizioni al torneo di calcetto dei Mondiali Antirazzisti 2014! Per favore, perdeteci un po’ di tempo e compilatelo TUTTO, risparmierete a noi tempo e lavoro per rintracciarvi e chiedere More »

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Il congresso della FSE incontra i Mondiali!

Dal 3 al 6 luglio 2014 La FSE (Football Supporter Europe) ospiterà l’annuale congresso EFF a Bosco Albergati, vicino Modena. Seguendo la proposta dei membri FSE tra i tifosi italiani, vi invitiamo a More »

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2014: 18 anni!

Mondiali Antirazzisti 2014 2-6 luglio 2014 Bosco Albergati (Castelfranco Emilia – Modena) More »

Ciao Madiba

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L’Uisp e i Mondiali Antirazzisti in lutto per la morte di Nelson mandela, al quale dedicò un premio negli anni 90, poi rilanciato durante i Mondiali in Sudafrica

Il mondo libero piange Nelson Mandela, icona del Novecento per la sua lotta contro l’apartheid. Il 10 dicembre è fissata la commemorazione nazionale nello stadio di calcio di Johannesburg. I funerali solenni si celebreranno domenica 15 dicembre a Qunu, il villaggio della sua famiglia. L’Uisp  ricorda Mandela, uomo che amava lo sport perchè rispecchiava i suoi ideali, liberta’ e uguaglianza, pace e riconciliazione, liberazione e solidarieta’, responsabilita’ e condivisione.

“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo – scriveva Mandela- Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di unire le persone come poche altre cose al mondo. Parla ai giovani in un linguaggio che capiscono. Lo sport può creare speranza, dove prima c’era solo disperazione. È più potente di qualunque governo nel rompere le barriere razziali. Lo sport ride in faccia ad ogni tipo di discriminazione”.Molte riunioni di organismi dirigenti Uisp, in programma da oggi a domenica, si apriranno con la lettura di questa frase.
“Con lui se ne va un altro pezzo di storia – dice Carlo Balestri, responsabile internazionale Uisp -  Un uomo che è storia fondamentale di una parte del Novecento, intriso di ideali  – non ideuzze! – e di caparbia volontà di difendere quei valori non temendo nemmeno le più estreme conseguenze. Un uomo simbolo della lotta contro l’apartheid che è stato e sarà  un esempio anche per la Uisp, che tanto gli deve nell’impostazione del suo lavoro in Italia nell’ambito dell’intercultura e nell’utilizzo dello sport all’estero,  in aree martoriate dalle guerre, dalle carestie, dalla negazione dei diritti. L’Uisp assume l’impegno di proseguire sulla strada tracciata da Mandela e di farlo attraverso lo sport,  come strumento di pace, di dialogo e di lotta contro tutte le discriminazioni, a cominciare da quelle di carattere econonomico”.
L’Uisp istituì un premio intitolato a Nelsono Mandela nel 1990.Poi, durante i Mondiali in Sudafrica del 2010 , in giugno, una delegazione nazionale  Uisp presso il Museo dell’Apartheid di Johannesburg (Northern Parkway & Gold Reef Road) assegnò il Premio “Nelson Mandela – Sport e Solidarietà”. Il premio è stato istituito dall’Uisp-Unione italiana sport per tutti, in collaborazione con il Centro di documentazione antirazzista Benny Nato. L’iniziativa gode del patrocinio del Coni e della Figc.
Di seguito pubblichiamo un ricordo di Mandela, scritto da  Raffaella Chidodo Karpinsky (settore Internazionale Uisp e Peace Games):
Grazie Madiba padre e maestro di tutti noi.
Una persona gentile, una lotta gentile. Una determinazione umana e politica giusta e gentile. Non c’è nulla di più vero per me, per la mia generazione e per quella dei nostri genitori. Una forza immensa, un esempio dal tono sempre delicato e modesto ma politicamente fortissimo.

Non riesco ad immaginare la sconfitta dell’apartheid senza la sua guida intelligente umana e politica.Lo ripeto: intelligenza umana e politica. Sta tutta qui la sua grandezza.
Nella storia in tanti hanno deluso dopo lotte, rivoluzioni, conquiste. Lui no. Mandela mai. Forse ha dato anche il meglio di sè dopo la sua liberazione dopo 27 anni di prigionia, di duro isolamento, di lavori forzati.

Ha saputo guidare e costruire la fase di transizione dalla sua liberazione e la fine della messa al bando dell’African National Congress alla realizzazione delle prime elezioni libere e democratiche del Sud Africa. Una fase delicatissima in cui si sono messe le basi della nuova impalcatura democratica e sociale della nazione arcobaleno. In quegli anni ho avuto la fortuna di seguire quel processo da vicino e l’insegnamento che ha prodotto su di me e su chi ha vissuto quei passaggi istituzionali e politici, è incalcolabile, profondamente delineante la forma mentis del presente e del futuro.

Un solco che ha impresso un’identità solidale e politica a tutte le azioni di lotta contro il razzismo, per la liberazione dei popoli e la lotta alla povertà che succesivamente abbiamo costruito. Quella che una volta chiamavamo internazionalismo. Un termine che ha in se più che un’evocazione antica, un senso altamente moderno per chi crede ancora che un mondo diverso e più giusto sia possibile e che se gli uomini e le donne lo vogliono è possibile davvero. Lo ha detto bene Barak Obama nel ricordare cosa ha rappresentato la figura di Mandela per lui.
Ci ha insegnato che l’inesorabile si può sconfiggere. Che l’utopia è sana ed è possibile che si avveri se la lotta è giusta e se viene mantenuta una lotta rigorosa moralmente e politicamente. Le tante lotte per la fine dell’apartheid, le tante raccolte di firme per la sua liberazione, l’impegno della società civile, delle associazioni, i partiti i sindacati, le Università, i Comuni e altre istituzioni, così come il mondo della cultura della musica e in modo straordinariamente importante il mondo dello sport, hanno tessuto negli anni una tela capillare fatta di uomini e di donne per l’isolamento del regime dell’Apartheid e poi il suo superamento, la sua definitiva sconfitta politica. Tutto questo è senz’altro stato possibile perchè aveva una statura morale altissima e salda.

Lo sport ha saputo fare la sua parte. Mandela gli assegnava e riconosceva tutta la potenzialità che questo poteva esercitare, prima durante la lotta e poi nella difficile costruzione della nazione arcobaleno. Non a caso queste sono state le sue parole: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirarare, il potere di unire le persone come poche altre cose sono in grado di fare. Parla ai giovani in una lingua che capiscono. Lo sport può creare speranza, dove una volta c’era solo disperazione. È più potente dei governi nel abbattere le barriere razziali. Lo sport ride in faccia a ogni tipo di discriminazione.” La Uisp ha fatto la sua parte negli anni della lotta contro l’apartheid partecipando e promuovendo iniziative per la denuncia dell’odioso regime della segregazione razziale e promuovere il suo isolamento economico e politico, prendendo parte attiva anche nella struttura specificamente promossa dalle Nazioni Unite per lo Sport contro l’apartheid. Il Premio Nelson Mandela nella sua prima edizione a Perugia nel 1990 e poi l’ultima edizione nel 2010 a Johannesburg durante i Mondiali di Calcio in Sud Africa, ne sono una testimonianza importante di cui essere fieri oggi.

La lotta al razzismo e ogni forma di discriminazione che ogni giorno portiamo avanti nelle palestre e nelle mille attività che costruiamo nei territori trovano il loro straordinario culmine nei Mondiali Antirazzisti, che coinvolgono migliaia di ragazze e ragazzi con rinnovata forza e fiducia in un mondo migliore. Un luogo dove si incontrano persone unite dalla convinzione che il razzismo debba essere relegato solo in un Museo, non nel dimenticatoio ma in una continua e fertile capacità di guardarlo in faccia senza indugi e con coraggio quando si manifesta, per sapere che non sarà mai sconfitto se non siamo noi a tenere sempre vigile la guardia, sforzandoci di leggere e interpretare ciò che accade nella nostra società, favorendo processi di incontro, conoscenza, amicizia e così la forma più reale e semplice di integrazione. Questi gesti sono la concreta testimonianza di come possiamo essere migliori. Queste azioni sono il modo più umano e giusto per offrire il nostro tributo a un grande uomo e a un padre che ci accompagnerà sempre. “Il lungo cammino verso la libertà”, quella piena quella giusta, è ancora davanti a noi e noi non dobbiamo dimenticare, sapendoci rinnovare ogni giorno. Oggi le sfide in Italia sono la lotta per la cittadinanza delle donne e degli uomini migranti, sulla base del principio dello “ius soli”, la chiusura dei CIE e l’accoglienza per chi fugge dalla povertà e dalla guerra. Su questo fronte ispirati da Madiba continueremo a lottare fino a che non saranno affermati questi diritti umani e inalienabili.

Mondiali Antirazzisti 2013: vince ancora l’eco-sostenibilità

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Differenziazione al 76,55% e 10.000 bottiglie in plastica risparmiate: questi i numeri dell’ecofesta Uisp che ha coinvolto 20.000 ragazzi dal 3 al 7 luglio. Grazie all’acqua di rete, ridotta anche l’emissione di CO2 per produzione e trasporto

di Fabrizio Pompei

CASTELFRANCO EMILIA (MO)  – Un paese di 20.000 abitanti che differenzia il 76,55% dei rifiuti. Si può descrivere così la realtà dei Mondiali Antirazzisti, la festa Uisp che attraverso sport, musica e cultura si batte da 17 anni contro ogni forma di discriminazione e che anche quest’anno si è svolta nel parco di Bosco Albergati a Castelfranco Emilia, vicino Modena, dal 3 al 7 luglio. Come da tradizione è stata alta l’attenzione verso l’ambiente, con numeri – forniti e certificati da Hera Modena e da Adriatica Acque – che quest’anno segnano un record. Su un totale di 7720 kg di rifiuti in vetro, plastica, carta, materiale organico, rifiuti solidi urbani e olio vegetale 5910 kg sono stati infatti differenziati: vale a dire il 76,55%. È una cifra record per i Mondiali Antirazzisti che da diversi anni superano comunque la soglia del 75%.

Con oltre due tonnellate è il vetro il prodotto più “pesante” tra quelli raccolti. Merito anche della politica che l’organizzazione ha condotto in rapporto all’uso della plastica. Si è deciso infatti di garantire l’acqua di rete eliminando la vendita di bottiglie in Pet. A fronte di un mancato incasso di circa 10.000 euro sono stati erogati in media 2.500 litri al giorno per un risparmio di 10.000 bottiglie da 1,5 litri e di 300 kg di Pet. Non solo, l’uso della rete idrica ha permesso di abbattere anche i costi ambientali di produzione e trasporto: sono stati risparmiati infatti 690 kg di CO2, 600 litri di petrolio per la fabbricazione delle bottiglie e una tonnellata di scarichi di CO2 e 180 litri di carburante che sarebbero stati necessari per il trasporto con un tir.

“I numeri parlano da soli – afferma Manuela Claysset, responsabile delle politiche su ambiente e sostenibilità della Uisp Emilia-Romagna – ed evidenziano l’impegno dell’organizzazione nel dar vita ad una vera eco-festa. Attenzione e programmazione hanno permesso anche di gestire i rifiuti, come il vetro, che non sono prodotti all’interno della manifestazione ma portati dall’esterno. Da parte nostra il primo obiettivo è produrre meno rifiuti possibili e costituire un esempio per i ragazzi che partecipano e che ogni anno collaborano maggiormente. In questo lavoro è stata importante la collaborazione con la Città degli alberi, associazione che ospita l’evento nel parco di Bosco Albergati, che prendendo spunto dalla nostra iniziativa ha introdotto l’uso dell’acqua di rete anche per le altre manifestazioni che vengono organizzate lì. Insomma, i Mondiali Antirazzisti continuano a essere anche un modo per fare educazione ambientale”.

Ciao Gianni

antonio-marcello-6885Non dimenticheremo mai la tua infaticabile voglia di dare una mano nel ristorante Bar&Breakfast,  le tue caramelle, le tue grappe…

Ma soprattutto il tuo sorriso che dispensavi a tutti noi quando ci vedevi troppo stanchi e le lunghe chiacchierate di preparazione con le mille idee da sviluppare per i Mondiali.

Sei stato il papà di tutti noi e continuerai ad esserlo sempre.

Un ultimo brindisi Gianni.

SOS Mondiali Antirazzisti

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Da qualche anno a questa parte i Mondiali Antirazzisti sono a rischio chiusura per mancanza di finanziamenti sia pubblici che privati.

 

Ogni anno l’organizzazione intera dei Mondiali Antirazzisti con in testa l’Uisp fa degli sforzi enormi per far continuare a vivere questo evento a cui tutti noi teniamo tanto. Lo fa cercando di mantenere lo spirito dei Mondiali stessi: manifestazione sportiva e culturale gratuita per tutti.

 

Noi non vogliamo chiuderli e per questo vi chiediamo di contribuire. Nell’ottica del crowd funding se ognuno mette un poco i raggiungono cifre importanti, che ci permettono di sopravvivere.

 

Abbiamo aperto presso Banca Prossima un conto dedicato ai Mondiali:

 

IT97O0335901600100000065582

 

intestato a UISP Mondiali Antirazzisti

 

Causale: donazione Mondiali 2013

 

Come Mondiali Antirazzisti noi:

 

vogliamo continuare a non mettere tasse di iscrizione,

 

vogliamo continuare ad erogare servizi primari (campeggio) gratuitamente,

 

vogliamo continuare a mantenere la nostra una ecofesta,

 

vogliamo continuare a non chiedere biglietti d’ingresso ai concerti…

 

 Tutto questo ha un costo enorme: affittare le strutture, allestire i campi sportivi, l’arena concerti, affittare i bagni e le docce, allestire tutte le aree ristoranti e bar, dare un semplice rimborso viaggio e pasti ai volontari che lavorano per 3 settimane del tutto gratuitamente, rimborsare i musicisti (la maggior parte dei quali viene solo a rimborso spese).

 

È soprattutto l’ecofesta ad avere un costo: i materiali in mater b costano molto, la raccolta differenziata ha un costo (in termini di bidoni della mondezza), l’acqua di rete per tutti è gratuita, ma noi la paghiamo e soprattutto perdiamo l’entrata dell’acqua in bottiglia che fino a qualche anno fa vendevamo.

 

Quest’anno la situazione è sicuramente peggiorata, la crisi economica in cui vive l’Italia (e l’Europa tutta) e ancor di più la crisi politica e di vuoto istituzionale che questa nazione si trova ad affrontare ci ha portato a non avere pressoché finanziamenti pubblici (se non “pochi spiccioli”) e ad avere un ridotto numero di sponsor associativi e privati.

 

I Mondiali rischiano di morire.

 

Soprattutto se quest’anno non raggiungeremo il pareggio di bilancio questo significherà che il prossimo anno saremo costretti a chiudere, a non farli più, perché l’Uisp non è più in grado di coprire l’ammanco che puntualmente ogni anno abbiamo.