Giornata Mondiale dei Rifugiati

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La fuga come unico strumento di sopravvivenza. Per molti fuggire diventa l’unico modo per pensare ad un futuro da donne e uomini liberi e in molti casi vivi. La fuga non per svago, ma per rimanere persone, con la propria dignità e cultura.

I motivi che spingono alcune persone a lasciare tutto e scappare sono le più differenti: guerre, carestie, violenze, catastrofi naturali. Un futuro spezzato a volte in maniera repentina e terrificante.

Quelli che ce la fanno, che superano le onde del mare o frontiere sempre più inaccessibili si ritrovano in una condizione di limbo, con una identità nuova che non deriva da ciò che erano e che avevano costruito. Spesso nei paesi di “accoglienza” non viene riconosciuto nient’altro che il nome e a volte neanche quello perché nei documenti si storpiano i vocaboli. Professionalità, titoli di studio, capacità vengono cancellate da imperfette leggi internazionali che non vanno al di là del foglio di carta.

E comincia un altro viaggio, ancora più terribile che è quello della riaffermazione di se stessi e della propria dignità di persone. Spesso la dignità si disperde nei rivoli della mancata e reale accoglienza: strutture fatiscenti, mesi in attesa di essere sentiti da commissioni per ottenere un riconoscimento, impossibilità di lavorare e a volte perfino di praticare sport o frequentare attività sociali.

Il 20 giugno si celebrerà la giornata Mondiale del Rifugiato e noi vorremmo che si parlasse in maniera forte di come fare accoglienza, di regole internazionali che permettano l’accesso, che mettano in comunicazione e che diano un futuro nuovo a persone che hanno perso tutto. Vorremmo che ci fossero dibattiti su come migliorare le strutture, su come dare accesso allo studio, allo sport, alla cultura. Su come costruire una società accogliente, colorata, multiculturale.

In molte città in questi giorni si stanno celebrando i valori che sottendono al diritto della migrazione. Perché scegliere di vivere in un altro paese per le ragioni più svariate deve essere un diritto per tutti.

Tra le tante iniziative oggi vogliamo ricordare quella che organizzano Liberi Nantes e Unhcr a Roma. Una partita di calcio, un’amichevole che vuole accendere i riflettori su una delle tante tematiche di cui parlare oggi, quella che a noi dei Mondiali sta particolarmente a cuore: il diritto allo sport, come strumento di socializzazione, di divertimento e di conoscenza reciproca. Un primo passo che poi ne porta altri: inclusione sociale, educazione, accettazione delle diversità come arricchimento.

Oggi e tutti i giorni vorremmo che la parola rifugiato non fosse associata alle parole “crisi, problema”, ma a quelle dell’accoglienza e dignità.

Buone attività e buona giornata del rifugiato a tutte e tutti, perché ognuno di noi qualche volta ha avuto necessità di un luogo sicuro in cui stare, di braccia in cui riposarsi e di sorrisi incui rivedere un futuro migliore.

#refugeeswelcome