Le coppe dei Mondiali

brigata della pace

Cinque giorni all’insegna dello sport, della musica e dell’ambiente per sperimentare il valore dello sport contro ogni discriminazione.

132 squadre di calcio, 42 di volley e 16 di basket per un totale di 3.000 partecipanti provenienti da varie parti d’Europa e in rappresentanza di oltre 80  nazionalità. Una festa in campo e fuori, con musica e dibattiti, con tanto tifo e cori.

La coppa più importante la Coppa Mondiali Antirazzisti, è stata assegnata alle realtà che organizzano attività di sport antirazzista sul territorio, è andata a JOC United, associazione belga che ha partecipato con ben quattro squadre da altrettante città. Scopo di questa associazione è permettere a giovani di incontrarsi e agire insieme per una società più democratica e solidale, organizzando eventi, manifestazioni e progetti in tutto il paese.

Tutte le finali si sono giocate il 7 luglio. Per il calcio con il classico rito dei rigori che ha visto primeggiare la Cooperativa L’angolo, una comunità di recupero di Castelfranco Emilia, battendo Lazionet.  Il basket ha visto primeggiare la squadra di Nueter di Bologna, mentre la pallavolo l’Amendola Park sempre di Modena.

La Coppa fair play è stata vinta da Schalker Rosinenbomber i ragazzi di Gelsenkirchen da anni vengono ai Mondiali con lo spirito giusto: giocano con tutte le squadre, tifano per tutti, portano gioia e anche molta follia. a consegnare il premio Les Sardines du Pharo che quest’anno si sono proposti come “Tifosi senza frontiere” offrendo il proprio tifo a chiunque ne avesse bisogno e Senzatomica che si sono inventati un gioco da fare durante le partite.

La Coppa Matteo Bagnaresi è stata vinta da Yepp Porta Palazzo, un’associazione di Torino che lavora con i giovani per il recupero di un’area degradata.

La Coppa invisibili, nata nel 2009 per ricordare i morti in mare e tutte quelle persone che non possono partecipare ai Mondiali, è stata nuovamente dedicata alle vittime della migrazione in questa fase in cui i governi di tutta Europa non garantiscono sicurezza alle persone che partono per cercare una vita migliore. Una Coppa che grida contro la rinascita di intolleranza e chiusura, contro l’incapacità degli Stati di pensare soluzioni di accoglienza e di umanità.

Infine, è stata assegnata la Coppa Hande Kaderattivista turca per i diritti delle persone LGBTQI uccisa nell’agosto 2016, alla squadra femminile delle Brigate della pace di Bologna

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