Sport

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6.000 persone dall’Italia e dal mondo si incontrano nei giorni dei Mondiali Antirazzisti per condividere i valori dell’integrazione. E lo fanno giocando a calcio, basket, pallavolo, rugby e touch rugby, tchoukball e lacrosse.

La regola principale, su tutti i terreni di gioco, è che i tornei sono non competitivi, non perché manchi un po’ di sano spirito agonistico, ma perché prevale la socialità e il divertimento.

Non esiste l’arbitro ma solo una persona con le funzioni di segnatempo e di prendere decisioni in merito a scorrettezze e/o errata interpretazione del torneo. Le squadre si devono auto regolare e sono premiate per il fair play.

Gli sport presenti ai mondiali hanno qua e là delle varianti che li rendono speciali e che solo ai Mondiali potete sperimentare.

Il torneo di calcetto è naturalmente il più popolare, tanto da raggiungere anche quota 200 squadre iscritte. Si gioca a suon di musica a bordo campo, tutta la fase finale solo a rigori e ad eliminazione diretta.

Anche il torneo di calcio al femminile trova casa ai Mondiali, perché la lotta al sessismo è uno dei temi centrali della manifestazione.

Basket: si gioca in 4 contro 4, in una metà campo a canestro unico, con alcune regole per scoraggiare il gioco violento.

Nelle partite di pallavolo si chiedono squadre miste.

Rugby e touch rugby accompagnano le giornate con workshop e piccoli tornei aperti a tutti.

Uno sport che ha origine dalle tribù dei Nativi Americani e che serviva per risolvere i conflitti tra tribù? C’è anche quello ai Mondiali e si chiama lacrosse.

Infine il tchoukball, che ha come proprio principio ispiratore il rispetto di compagni ed avversari e non prevede il contatto fisico.

E poi nello spazio Uisp anche attività di ginnastica e pilates, oltre a tanti giochi come ping pong, biliardino, gochi da tavolo e tamburello.