Cosa sono i Mondiali

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NON SOLO ANTIRAZZISMO – I VALORI DEI MONDIALI ANTIRAZZISTI

Qual è la filosofia dei Mondiali Antirazzisti? Facile, direte voi: lottare contro il razzismo. Sbagliato, rispondiamo noi: è molto di più!

È fair play

I Mondiali accolgono molti sport – spesso anche poco praticati o sconosciuti – ma in qualsiasi torneo non c’è arbitro. Ogni partita è auto-arbitrata dalle squadre stesse. Questo perché vogliamo promuovere il fair play e l’autocontrollo.

È lotta alla violenza dentro e fuori dal campo

Non ci piacciono i comportamenti aggressivi, sia fisici che verbali. Dentro e fuori dal campo vogliamo diffondere la pace e il sorriso. Vi sembra un’impresa impossibile? Lo sembrava anche al manipolo di Ultrà che ha ideato i mondiali tanti anni fa: tacciati di essere elementi pericolosi e sempre pronti allo scontro, hanno mostrato al mondo che i veri Ultrà sono in realtà persone che rispettano lo sport, gli atleti e gli altri tifosi.

È inclusione

Quando si arriva ai Mondiali si entra in un mondo di persone che vengono da mille luoghi diversi e lontani con la voglia di vivere insieme un’esperienza fuori dall’ordinario. Conoscere nuove persone, cantare in lingue diverse, raccontarsi vite e storie, condividere un pallone, unirsi a un gioco, campeggiare tra gli alberi e costruire un festoso villaggio dove tutti sono ben accetti.

È condivisione

Non è obbligatoria, ma scoprirete che è una delle caratteristiche più belle e fondanti dei Mondiali.

Non a caso le squadre, prima della competizione, usano scambiarsi piccoli doni in segno di amicizia: qualcosa di personale o della propria città; a volte anche solo un saluto speciale o un giocatore per completare l’altra squadra, nel caso qualcuno manchi all’appello!

È antisessismo

Sono pochi gli sport quelli che mischiano i generi maschile e femminile. E anche nella vita ci viene sempre ricordato qual è il nostro posto. Da una parte o dall’altra: maschio o femmina. Le femmine non giocano a calcio. I maschi non giocano con le bambole.

Ai Mondiali le squadre – di tutti gli sport – posso essere miste: composte da uomini, donne e bambini.

È riflessione
Durante una manifestazione sportiva? Ebbene sì. Il programma, infatti, non prevede solo sport, ma anche dibattiti e attività collaterali come presentazioni di libri, filmati, passeggiate istruttive, interviste a personaggi sportivi e non.

E la Coppa più importante dei Mondiali, la Coppa Mondiali Antirazzisti, va alle realtà che si contraddistinguono per la loro attività antirazzista e di promozione dello sport popolare.

È musica e ristorazione.

Ai Mondiali Antirazzisti c’è anche tanta musica. Un concerto ogni sera, con due band a serata, e dj set fino a notte inoltrata. Ma se prima volete mangiare o bere qualcosa, a vostra disposizione potete trovare diversi punti ristoro per sostenere l’evento.

È ecologia.

I Mondiali, fin dalla loro nascita, hanno prestato particolare attenzione al tema del rispetto ambientale.

Negli anni si è affinata una progettazione che promuove un minor impatto ambientale: differenziazione dei rifiuti, erogatori d’acqua, produzione di energia da fonti rinnovabili, cibi a km 0, incentivazione all’utilizzo di mezzi di trasporto alternativi e in condivisione. La nostra impronta carbonica è sempre più bassa, grazie anche alla collaborazione di tutti i partecipanti. E la terra ringrazia!

È antirazzismo, ovviamente.

Lo abbiamo lasciato per ultimo perché il più evidente.

Le nostre armi contro il razzismo non sono le parole, ma i fatti. Mischiamo persone di diverse culture. Coinvolgiamo squadre che vengono da lontano, o che hanno fatto un lungo viaggio. Dialoghiamo con il linguaggio dello sport. Molte sono le squadre formate da migranti accolti in strutture d’accoglienza o gruppi di persone provenienti da Germania, Inghilterra, Francia, Polonia, Danimarca, Austria e persino dal Sud America!