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Le coppe dei Mondiali

Cinque giorni all’insegna dello sport, della musica e dell’ambiente per sperimentare il valore dello sport contro ogni discriminazione. 132 squadre di calcio, 42 di volley e 16 di basket per un totale More »

Online in calendario del calcio

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Ecco il calendario 2018 del torneo: 132 squadre, 22 gironi e 11 campi.

Abbiate pazienza con i responsabili del torneo, perché per gestire tutto al meglio servirà la collaborazione di tutti. Leggete attentamente le regole del torneo prima di arrivare a Bosco Albergati e passate all’Infopoint per un saluto e info.

 godetevi il torneo e divertitevi!!!

conferenza stampa di presentazione

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Giocare per credere: a Castelfranco Emilia dal 4 all’8 luglio
i Mondiali Antirazzisti, la festa Uisp contro le discriminazioni

L’edizione 2018 tenuta a battesimo dall’azzurro Mario Balotelli:

“Per via della legge, ho giocato per la Nazionale solo dopo i 18 anni. È stata dura”

Bologna, 28 giugno – “Purtroppo anche nello sport che amiamo, il calcio, il razzismo è presente. L’Italia non è un paese razzista, ma i razzisti ci sono. Compito di tutti è isolare queste persone, rendere ridicolo il loro pensiero medievale. Dobbiamo attivarci in prima persona, denunciare ogni forma di discriminazione a cui assistiamo o di cui siamo vittime”. Questo è il messaggio con cui, in video, Mario Balotelli ha aperto la conferenza stampa dei Mondiali Antirazzisti, la festa Uisp contro tutte le discriminazioni, giunta alla edizione numero 22 e presentata oggi, 28 giugno, a Bologna nella sede della Uisp Emilia-Romagna.

Da 22 anni i Mondiali – che per l’ottavo anno si svolgeranno nel parco di Bosco Albergati a Castelfranco Emilia, vicino Modena, dal 4 all’8 luglio – rappresentano una forma concreta di lotta alle discriminazioni attraverso tutti gli sport, con il calcio al centro. Saranno 140 le squadre protagoniste nel 2018, di cui il 62% composto da team misti per sesso e provenienza. Sono 21 invece quelle che ospitano migranti e rifugiati e dieci quelle composte da gruppi ultras, i protagonisti originari della manifestazione, che rifiutano lo stereotipo razzista e violento delle tifoserie. E se il fischio d’inizio è fissato per le 15 di giovedì 5 luglio, un’apertura speciale delle attività nella Piazza Antirazzista sarà riservata all’incontro con ActionAid, protagonista a partire dal 4 luglio di un workshop di conoscenza e scambio tra gli studenti del progetto Agente0011: un’occasione di inquadramento dei progetti di empowerment e advocacy in Bangladesh, India e Kenya nell’ambito dell’Agenda 2030.

Un occhio speciale alle regole con cui squadre così diverse si affrontano: non ci sono arbitri, i match – due tempi da 10 minuti – sono autogestiti. “Nel calcio giocato ai Mondiali – sottolinea poi Carlo Balestri, responsabile dell’organizzazione dei Mondiali – ci divertiamo a sperimentare, per alzare il livello dell’integrazione. Quest’anno abbiamo introdotto la regola per cui, quando una squadra è sotto di due gol, può inserire un altro giocatore, senza sostituire nessuno. Di certo non è divertente per una squadra forte doversi frenare, così come non è divertente per un squadra ‘materasso’ prendersi valanghe di gol. Così alziamo la difficoltà per quelli bravi, limitandola per i più deboli, e lo sport diventa per tutti”.

Sportpertutti significa anche valorizzazione delle donne nello sport, come ha ricordato Katia Serra, responsabile del calcio femminile nell’Associazione Italiana Calciatori: “Con orgoglio giocherò ai Mondiali Antirazzisti in quel 62% di squadre miste. Come Aic lo riteniamo un segnale importante per il mondo del calcio, solitamente declinato solo al maschile. Il calcio è uno sport che aiuta a costruire la personalità. Crediamo in questo valore educativo per le giocatrici e i giocatori di domani, che sono in primis dei cittadini”.

La difesa dei diritti è da sempre al centro di questa manifestazione. Motivo che ha spinto Eccar, European Coalition of Cities Against Racism, a patrocinarla, premiandola e considerandola una delle migliori esperienze europee per l’inclusione. “L’organizzione che presiedo – ha dichiarato il presidente di Eccar, Benedetto Zacchiroli – è composta da 168 città, una rete sostenuta anche dal patrocinio dell’Unesco. Non è facile diventare un comune di Eccar perché servono l’onestà e il coraggio per riconoscere che qualcosa non funziona. Lavorando insieme i sindaci Eccar cercano, al di là della colorazione politica, di costruire un futuro più bello fatto di coesione e anche di sport”.

Libertà, divertimento e sport sono la chiave del successo di questa iniziativa – ha detto in chiusura Mauro Rozzi, presidente della Uisp Emilia-Romagna – e sono delle dimensioni ai giorni nostri spesso minacciate”. I Mondiali Antirazzisti, oltre che come una grande festa, si pongono come un territorio libero, “in cui rimettere al centro il divertimento sportivo, il movimento, il piacere per il gioco e il suo valore”. Giocare per credere.

Nuovo poster dei Mondiali

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Ed ecco finalmente il poster di quest’anno! Speriamo che vi piaccia, è un disegno realizzato da Franziska (Francesca Casano), che forse qualcuno già conosce per aver realizzato la Carta a fumetti della “Carta Europea dei Diritti delle donne nello sport” scritta dalla Uisp Nazionale e altri partner europei.
Un poster che vuole ribadire con forza che i Mondiali sono per le pari opportunità per tutti. Anche quest’anno temi fondanti saranno quelli legati alla lotta a sessismo, omofobia e transfobia. 
Ma ovviamente non ci dimenticheremo di continuare a parlare di rifugiati, del dovere di salvare vite e di antifascismo… perché pare che ultimamente in Europa ci siamo dimenticati il valore della vita umana.

Macerata: una giornata di antirazzismo

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I Mondiali vivono negli occhi e nei cuori di tutti quelli che li sentono nel profondo.
C’eravamo anche noi a Macerata, negli occhi e nei cuori di molti che con le loro squadre non solo a luglio si dilettano a tirare 4 calci ad un pallone, che fanno dell’antifascismo e dell’antirazzismo militante un fatto quotidiano.
Grazie a Francesco Mazzanti (Hic Sunt Leones Football Antirazzista) per questo bel racconto che in piccoli flash ci racconta una giornata e per le sue foto (abum completo).

“Ritornato ai giardini Diaz dopo la manifestazione è stato davvero assurdo leggere i titoli dei giornali italiani. Tutti avevano l’impressione di aver assistito a una grande manifestazione, a un bellissimo gesto di solidarietà nei confronti delle vittime da parte di cittadini determinati a ribadire che il razzismo non può e non deve avere spazio tra le mura delle nostre città. Però si percepiva la preoccupazione che il messaggio non fosse riuscito a passare. Ora, per fortuna, molti giornalisti e attivisti hanno già raccontato la verità della manifestazione al di là delle strumentalizzazioni, spiegando benissimo l’importanza d’esserci stati. Annalisa Camilli su Internazionale, Leonardo Bianchi su Vice, l’Ambasciata dei diritti Marche e Wu Ming su Giap.

Io, seppur marchigiano, non tornavo a Macerata da anni e i giardini Diaz li avevo sempre visti con poche persone, quasi deserti. Ora al nostro arrivo (da Bologna, con il pullman organizzato dal Tpo) il piazzale è pieno di striscioni e bandiere. Sono quasi le 14,30 ma si capisce che si dovrà aspettare un po’ prima di partire: è l’occasione per guardarsi intorno e vedere le bandiere dei circoli Anpi “ribelli”, gli studenti di Macerata, i centri sociali di Napoli, le Brigate di solidarietà attiva. Uno striscione dice che “l’unica risposta è il meticciato”. Dal basso del piazzale, guardando verso la terrazza ci sono teste di partecipanti, curiosi e media che fotografano la marea umana che pian piano cresce sempre di più.

Alle 15,30 finalmente si paWeb-9rte e si comincia il giro delle mura da Porta Montana. Il centro storico di Macerata è blindato e non è possibile accedervi: ogni piccolo ingresso è presidiato da forze dell’ordine. Così ci ricordiamo della tensione che si respira in città quando il rumore di un elicottero della polizia copre i nostri discorsi. Scuole chiuse e trasporto pubblico interrotto dalle 13,30 per ordinanza comunale, molti commercianti hanno addirittura chiuso i negozi. Una città di provincia, “marginale” rispetto alle narrazioni e alle vicende politiche nazionali che, di colpo, si ritrova al centro. Sotto gli occhi di tutti. E questa è stata la reazione. Il corteo invece è in festa, io mi muovo ai lati andando su e giù per vedere altri spezzoni e per fare fotografie. Su viale Trieste è possibile mangiare pizza e kebab, le uniche due attività aperte incontrate nel nostro percorso. C’è una fila incredibile.

Proprio di fronte allo Sferisterio ci giriamo a salutare e ad applaudire un balcone pieno di persone dove è esposto uno striscione che recita “No to racism”, ci sono anche dei cuori rossi gonfiabili stile San Valentino. Ci fotografiamo a vicenda e mi viene in mente la frase che sta scritta sullo striscione che con determinazione portano avanti i ragazzi della Polisportiva Autside di Rimini: “per trasformare la paura in coraggio”. E ce n’è davvero bisogno.
Superato lo Sferisterio proseguiamo su viale Leopardi, l’ultimo rettilineo prima di chiudere il cerchio e di tornare ai giardini Diaz. Si inizia a sentire il freddo e le colline intorno alla città sono avvolte da una fitta nebbia. Dietro di me il collettivo Nonunadimeno intona cori goliardici e provocatori.
L’arrivo è a Piazza Garibaldi, e lì incontro Adam, un amico della Costa d’Avorio conosciuto ad Ancona durante la prima esperienza di Casa de nialtri. Adam era uno degli occupanti e adesso è riuscito a trovare un lavoro con il Gus (Gruppo Umana Solidarietà) di Ancona. Oltre a ringraziarmi più volte come se fosse merito mio abbiamo parlato della manifestazione, del razzismo e di come combatterlo. “Vedi – ha detto prima di salutarmi – quelli come Traini non sono mai usciti dal loro quartiere e hanno fatto vincere la paura. Anche in Costa d’Avorio c’è razzismo verso i bianchi ma, in fondo, siamo tutti sulla stessa barca”. “

Ilaria Cucchi donna dell’anno

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Ilaria Cucchi​ nominata donna dell’anno da D – la Repubblica, per il suo impegno a favore del diritto alla giustizia per tutti.

Durante l’edizione dei Mondiali dello scorso anno, abbiamo avuto il piacere di avere Ilaria con noi e di conferirle la Coppa Invisibili.
Normalmente questa coppa viene assegnata a quelle persone o realtà sociali che per motivi diversi non possono partecipare ai Mondiali.
Quest’anno siamo finalmente riusciti a consegnarla a chi dopo anni di “invisibilità” ha vinto la sua battaglia: riuscire a ottenere giustizia per il fratello Stefano, morto nel 2009 mentre era in custodia cautelare a causa di un pestaggio della polizia. Dopo anni di negazioni della verità, di infangamento perfino della famiglia Cucchi, di medici e carabinieri assolti, giustizia viene fatta con una sentenza nel luglio del 2017.
Ilaria è una donna forte e determinata che in questi anni ci ha lasciato testimonianze forti ed emozionanti. Lo ha fatto anche sui nostri campi dando il calcio di inizio e dal palco dove ritirando la coppa ci ha ricordato l’importanza di continuare a combattere, la necessità di affermare i propri diritti, di non smettere di cercare verità e dignità per le persone.

Questa coppa non poteva andare in mai migliori, Ilaria ha sempre dichiarato “Continuerò a dar voce a tutti gli altri Stefano di cui nessuno sentirà mai parlare, per regalare ai miei figli, e ai figli dei sopraffattori, la speranza di crescere in una società più giusta. Senza più vittime della discrezionalità del potere. Senza più famiglie private della libertà di vivere privatamente il lutto dei loro cari”.
Grazie Ilaria, il tuo sorriso e la tua forza ci da la speranza di continuare a sperare in un mondo migliore e di continuare sempre a battersi contro le discriminazioni, anche quando tutto il mondo sembra contro.

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