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Mondiali Antirazzisti 2016 - Antonio Marcello-3917

Benvenuti!!!!

Ogni anno ci ritroviamo a giugno a chiudere gli ultimi preparativi per i Mondiali. Da una parte c’è l’adrenalina per l’inizio di una nuova edizione e la felicità di incontrare vecchi e More »

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I numeri del torneo di calcio

Chiuse le iscrizioni al torneo di calcio e anche quest’anno abbiamo dei numeri da record!!! 174 squadre iscritte divise in 29 gironi. 2.000 giocatrici e giocatori faranno in totale 496 partite su More »

Se non potete più venire…

Lucahosseini16

Se qualcuna delle squadre iscritte non può più venire per cortesia ci avverta per tempo! Quest’anno siete tanti, rischiamo di essere molti di più dell’anno passato. Ma noi non vogliamo tenere a casa nessuno e quindi aumenteremo il tabellone. Ovviamente più sono le squadre, più è complicato fare gli incroci. Vi chiediamo una mano.

Ma soprattutto chiediamo rispetto per tutte le squadre che come voi vengono ai Mondiali per divertirsi. Ogni anno accade che qualche squadra non si presenta e questo è un problema soprattutto per chi nel girone è costretto a saltare una partita. Chi viene ai Mondiali non viene per fare un torneo competitivo e una vittoria a tavolino non è una vittoria, ma una occasione mancata di divertimento.

Per cui se per qualunque ragione non potete più partecipare, mandate una mail a teams@mondialiantirazzisti.org

#MondialiAntirazzisti

Giornata Mondiale dei Rifugiati

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La fuga come unico strumento di sopravvivenza. Per molti fuggire diventa l’unico modo per pensare ad un futuro da donne e uomini liberi e in molti casi vivi. La fuga non per svago, ma per rimanere persone, con la propria dignità e cultura.

I motivi che spingono alcune persone a lasciare tutto e scappare sono le più differenti: guerre, carestie, violenze, catastrofi naturali. Un futuro spezzato a volte in maniera repentina e terrificante.

Quelli che ce la fanno, che superano le onde del mare o frontiere sempre più inaccessibili si ritrovano in una condizione di limbo, con una identità nuova che non deriva da ciò che erano e che avevano costruito. Spesso nei paesi di “accoglienza” non viene riconosciuto nient’altro che il nome e a volte neanche quello perché nei documenti si storpiano i vocaboli. Professionalità, titoli di studio, capacità vengono cancellate da imperfette leggi internazionali che non vanno al di là del foglio di carta.

E comincia un altro viaggio, ancora più terribile che è quello della riaffermazione di se stessi e della propria dignità di persone. Spesso la dignità si disperde nei rivoli della mancata e reale accoglienza: strutture fatiscenti, mesi in attesa di essere sentiti da commissioni per ottenere un riconoscimento, impossibilità di lavorare e a volte perfino di praticare sport o frequentare attività sociali.

Il 20 giugno si celebrerà la giornata Mondiale del Rifugiato e noi vorremmo che si parlasse in maniera forte di come fare accoglienza, di regole internazionali che permettano l’accesso, che mettano in comunicazione e che diano un futuro nuovo a persone che hanno perso tutto. Vorremmo che ci fossero dibattiti su come migliorare le strutture, su come dare accesso allo studio, allo sport, alla cultura. Su come costruire una società accogliente, colorata, multiculturale.

In molte città in questi giorni si stanno celebrando i valori che sottendono al diritto della migrazione. Perché scegliere di vivere in un altro paese per le ragioni più svariate deve essere un diritto per tutti.

Tra le tante iniziative oggi vogliamo ricordare quella che organizzano Liberi Nantes e Unhcr a Roma. Una partita di calcio, un’amichevole che vuole accendere i riflettori su una delle tante tematiche di cui parlare oggi, quella che a noi dei Mondiali sta particolarmente a cuore: il diritto allo sport, come strumento di socializzazione, di divertimento e di conoscenza reciproca. Un primo passo che poi ne porta altri: inclusione sociale, educazione, accettazione delle diversità come arricchimento.

Oggi e tutti i giorni vorremmo che la parola rifugiato non fosse associata alle parole “crisi, problema”, ma a quelle dell’accoglienza e dignità.

Buone attività e buona giornata del rifugiato a tutte e tutti, perché ognuno di noi qualche volta ha avuto necessità di un luogo sicuro in cui stare, di braccia in cui riposarsi e di sorrisi incui rivedere un futuro migliore.

#refugeeswelcome

Noi ci prepariamo e voi?

saba

Noi siamo al lavoro ormai ogni giorno per preparare i Mondiali 2017? E voi? Come vi state allenando? State preparando delle maglie speciali? O dei materiali da portare nella Piazza Antirazzista o da regalare alle altre squadre?
Perché non ce lo raccontate usando sempre #mondialiantirazzisti sui diversi social? Pubblicheremo le foto più belle su Fb e sul sito.

Le band dei Mondiali

Finalmente la line up delle band musicali che suoneranno quest’anno ai Mondiali.

Presto altre news, djset e sorprese!

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Dai Mondiali ai DiMondi

dimondi

Venerdì 5 maggio Vag61 (via paolo Fabbri 110), ospiterà la prima presentazione pubblica ufficiale del Torneo DiMondi … Ma che torneo è? E perché a noi dei Mondiali sta così a cuore?

Innanzitutto, perché è il più piccolo dei nostri “figli”, è al suo secondo anno di vita e già scalcia per diventare grande. E poi perché raccoglie appieno lo spirito del nostro evento, rivendendo regole e classifiche con lo scopo di far giocare tutti.

Ma cerchiamo di capirne di più.

È autorganizzato e itinerante, quest’anno ci saranno 16 squadre divise in due gironi e si disputa in otto giornate nei parchi, giardini e centri sportivi di Bologna e dintorni.

È un progetto nato con l’intento di creare socialità e relazioni, andando a scardinare le barriere sociali che limitano le appartenenze. I partecipanti provengono da categorie sociali ed esperienze di vita profondamente diverse, che raramente hanno occasioni d’incontro e condivisione; grazie alla passione per lo sport popolare, vera lingua comune, alla base c’è la voglia di conoscersi, divertirsi e tessere reti comunicative.

Il messaggio è chiaro: lo sport è antirazzista, antifascista, antisessista e contro le discriminazioni di ogni genere.

Il torneo applica un modo di fare calcio inclusivo ed eterogeneo: le differenti competenze sportive non contano rispetto all’esperienza globale condivisa.

Con l’intento di ridimensionare la tensione agonistica verso la vittoria, non solo le partite sono auto arbitrate, ma alla classifica “tradizionale” legata ai risultati sul campo, viene affiancata una nuova classifica, ribattezzata “presabbene”. Questa diversa classifica ha dei punteggi legati alla modalità di stare in campo di ciascuna squadra, al rispetto delle regole condivise e dell’avversario e in generale alla modalità di partecipazione alla giornata.

Grazie alla “presabbene” e alla frequenza mensile degli incontri si riesce a creare un contesto di gioco solidale e inclusivo: la tensione agonistica cala e aumenta la capacità di conoscersi e riconoscersi dentro e fuori dal campo.

Altro elemento interessante è che ogni giornata viene organizzata da una delle squadre partecipanti, seguendo le sue modalità e i suoi interessi sociali culturali e politici. Ciò significa trovare lo spazio per le partite, eventualmente creare i campi da gioco e organizzare il terzo tempo. Il Terzo tempo, che si svolge alla fine delle partite, è il momento di condivisione e conoscenza per eccellenza. Si mangia e si beve insieme, si discute, si chiacchera, si scherza.

Le squadre iscritte al torneo sono tutte conoscenze dei Mondiali:

Il Grinta, Progetto Ultrà, Diavoli Rossi, Atlantide, Hic Sunt Leones, Kick the Rich, Lungoreno Fc, Sim Xm24, Zac-Republic, Brigata della Pace, Bugs Bologna, Calcetto Misto, Leib, Partizan Bolognina, Csapsa, Senzatomica.

Volete sapere che vuol dire “DiMondi”? Guardatevi il video!

 

 

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